Menu

Teorie dello sviluppo e autismi

Sabato 30 gennaio al palazzo della Borsa di Genova, si é tenuto il convegno “Teorie dello sviluppo e autismi”, erano presenti per Voi le nostre psicologhe Alice Marvaldi ed Alice Teso. Di seguito troverete i punti fondamentali dell’incontro.

Ricordiamo che con ASD si intende Autism Spectrum Disorders ovvero l’autismo.


Maurizio Arduino (Diagnosi e trattamento dei disturbi dello spettro autistico  in ottica evolutiva)

Gli interventi sul bambino con autismo devono essere fatti, innanzi tutto tenendo conto delle sue traiettorie evolutive (il bambino autistico é in primis un bambino quindi ha dei bisogni da bambino, come giocare), dell’ambiente, e che per ogni bambino l’interazione sociale é il primario motore di sviluppo. Fondamentali per un intervento adeguato sono la diagnosi fatta a partire da quelle che sono le linee di sviluppo tipiche, comprendendo in che modo siano alterate in un bambino con autismo (intersoggettività, contatto oculare, attenzione condivisa, intenzione comunicativa e gesto dichiarativo o richiestivo), ed in secundis il trattamento, in cui é fondamentale il ruolo dell’educazione. La buona pratica é quella di prendere diversi elementi che funzionano da diversi tipi di trattamento. In generale non esiste un unico approccio valido, ma é importante che ogni operatore possieda una “cassetta degli attrezzi”. Esistono trattamenti validi, ben strutturati e scientificamente supportati che possono non essere efficaci, in questo caso é importante seguire le “Linee Guida sull’Autismo”  In un ottica evolutiva é essenziale il lavoro con la famiglia, al fine di rafforzare l’autostima dei genitori, aiutandoli durante i passaggi “critici”, come adolescenza ed età adulta, e rassicurandoli quindi sul “dopo di noi”.


Silvano Solari ( Teorie dello sviluppo e ASD. Modelli in evoluzione. La diversificazione delle strategie e le risorse della terapia di gruppo)

Ha senso parlare di teorie dello sviluppo e seguirne il corso nei “bambini speciali” purché gli operatori vadano a cercare quelle che sono le abilità tipiche di un dato momento di sviluppo favorendone l’emersione. Importante é non perdere di vista l’ecologia, la generalizzabilità e soprattutto é necessario trovare delle attività automotivanti per il bambino (aldilà dei premi e delle punizioni).


Michele Zappella (Percorsi evolutivi di sottogruppi dell’ASD Discussione)

Per quanto riguarda l’ASD per Zappella si é passati da una visione statica ed immutabile ad un disturbo con caratteristiche che mutano e possono regredire. Inoltre sempre per Zappella l’autismo é reversibile come dimostrato dalla remissione dei sintomi autistici in alcune sindromi (Sindrome di Rett o Landau-Kleffner) o in casi di cecità congenite.


Irina Podda (ASD e acquisizione del linguaggio orale)

Distingue in linguaggio recettivo e pragmatica del linguaggio, il primo, il linguaggio recettivo si riferisce alla difficoltà di focalizzazione attentiva e di decodifica nel processo  di creazioni di frasi rispetto a singole parole. Il secondo invece  si riferisce alla difficoltà nell’interazione e nel rispettare gli scambi verbali, stereotipie ed anomalie. Le cause ritenute più probabili sono: un disturbo relazionale profondo oltre che a un deficit severo dell’attenzione, accompagnato da una relazione tra funzionamento cognitivo globale deficitario ed un uso anomalo, o addirittura un non uso del linguaggio.


Gianpaolo Chiappini (ASD ad Alto funzionamento e sviluppo delle capacità    matematiche)

Osserva un alto funzionamento e sviluppo delle capacità matematiche in bambini autistici, infatti non basta un QI (quoziente intellettivo) a spiegare la migliore o la peggiore riuscita nelle abilità matematiche. Le maggiori difficoltà sono individuate in: problem solving, deficit di comprensione del testo ed applicazione pratica della matematica a situazione quotidiane e infine una difficoltà nella generalizzazione ed applicazione flessibile delle regole matematiche. Importante che gli strumenti usati favoriscano il passaggio da una prima fase “concreta”, ad una seconda “figurale” per arrivare ad una terza “astratta”, in questo percorso possono essere utili alcune applicazioni come “Give me five”.


Francesca Battaglia (Dalla diagnosi all’intervento precoce: progetto sperimentale di accompagnamento alla presa incarico territoriale, mediante cicli di stimolazione   integrata dello sviluppo)

Fondamentale é una diagnosi precoce per un intervento rapido. La dottoressa ha illustrato un esempio utilizzando il Denver Model: prendiamo un campione di dieci bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, di questi dieci se ne scelgono tre. Quindi si fanno otto sedute da 45 minuti l’una, spalmate su un arco di tre mesi, con un intervento 1:1, più il genitore ed un osservatore neutro (che riprende le sedute),  le otto sedute sono strutturate sulla base delle preferenze e delle peculiarità di ogni bambino, tenendo per ogni obiettivo prefissato sempre due tipi di attività in modo che si adattino all’umore ed alla propensione del bambino, in quel momento. Otterremmo come risultati un passaggio al gioco funzionale fino al simbolico, una desensibilizzazione sensoriale, un aumento dell’attività per i suoni del linguaggio a fronte di una diminuzione dell’ipersensibilità a suoni particolari e disturbanti ed infine un passaggio dell’attenzione dall’oggetto alla persona.


Ringrazio Alice Marvaldi ed Alice Teso per la loro partecipazione alla conferenza.

Giovanni Agrone


 

Condividi l"articolo!

0 Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà pubblicata

Related post

  TOP